Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


Con la qualità non si scherza. Parola di Enrico Maletti

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domenica 8 dicembre 2013

Il Vangelo della domenica. Commento di don Umberto Cocconi.




Pubblicato da Don Umberto Cocconi  il giorno domenica 8 dicembre  2013 alle ore 7,03

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei (vangelo secondo Luca).

Vorrei, per un istante, soffermarmi sul “giorno dopo” l’evento dell’Annunciazione. Dopo il suo “sì” a una proposta che avrebbe sconcertato qualunque brava ragazza ebraica, Maria deve aver vissuto momenti drammatici. Come e con chi avrebbe condiviso in quei giorni il proprio segreto? Il cruccio di Maria potrebbe essere racchiuso in questo interrogativo: “Sarò creduta?”. Chi mai avrebbe dato credito alle sue parole, così fuori dal mondo, così poco pertinenti? Per chi conosceva Maria, la notizia, magari appena sussurrata, di questa gravidanza “con uno sconosciuto”, fuori dal matrimonio, dev’essere stata proprio scioccante. Lei, una ragazzina fra tante, che viveva nel disprezzato “distretto dei pagani”  - questo vuol dire “Galilea”, terra di ribelli e patrioti nazionalisti -  doveva avere però una fiducia davvero immensa, “contagiosa”, entusiasta, nel Dio liberatore che innalza i piccoli e gli umili. Ma in quel momento, Maria rischiava di ritrovarsi precipitata, non solo al livello di tutte le altre, ma al livello delle cosiddette “peggiori”: rischiava la dignità, prima di tutto, e la vita. Come avrà fatto, una ragazza così, a tradire la fiducia che Giuseppe aveva in lei? Il pittore Lorenzo Lotto, quando ci presenta la sua Annunciazione così rivoluzionaria, dipinge l’incontro dell’angelo con Maria, la fanciulla che “non conosce uomo”, nella camera da letto, luogo dell’incontro intimo tra lo sposo e la sposa.
 
Dopo aver detto il suo “sì”, Maria è atterrita, sembra venirci incontro e cercare a chi confidare il suo dramma. Il suo volto pare che dica: “Mi crederai almeno tu, che sai come sono andate le cose?”. E tu che stai leggendo, credi alle parole di Maria? Credi davvero che il bambino che portava nel grembo sia stato frutto dello Spirito Santo, che “è sceso su di lei e l’ha coperta con la sua ombra”? Certo, allora come ora dev’essere stata la cosa più difficile del mondo. Proviamo a immaginarci la reazione dei genitori di Maria, alla notizia che la figlia era rimasta incinta, per non pensare poi alla reazione delle amiche e dell’intero villaggio. Ma lo sposo, lo sposo promesso, cosa avrebbe potuto pensare e fare? Avrebbe creduto, almeno lui, alle parole della fidanzata? Oppure, come molti ebrei osservanti l’avrebbe abbandonata al suo destino, alla morte per lapidazione? Meraviglioso Giuseppe, che invece ha amato Maria così tanto da fidarsi di Dio e di lei, contro ogni ragione contraria, credendo alla sua parola pur così “umiliante” per lui!
 
E Maria, sentendosi capita dal suo uomo, come forse mai nessun uomo ha capito la propria compagna, si è sentita felice, sostenuta, incoraggiata, ha compreso che avrebbe potuto farcela, solo avendo al fianco un uomo così speciale. Come Dio aveva creduto fermamente in lei, così sulla faccia della terra c’era un uomo disposto a credere a ciò che è impossibile a credersi: senza alcun intervento umano concepì un figlio. Torniamo ancora un istante agli inizi, al saluto dell’angelo che rivolgendosi a Maria le dice: “Rallegrati”, e alla fine del nostro testo, dove si dice: “E l’angelo si allontanò da lei”. Ecco, ora quest’angelo sta per bussare alla porta della tua intimità: anche a te farà una “proposta indecente”, spericolata, unica, preziosa, rivoluzionaria. Anche tu agli occhi dell’Altissimo sei “pieno di grazia”, sei importante agli occhi di Dio, e lui ti vuole affidare una mission impossible. Ci stai? Dirai il tuo “eccomi”? Corrisponderai alla fiducia con la fiducia? Allora, di nuovo, una grande storia inizierà: quella del Dio con noi, che viene ad abitare nel mondo attraverso la tua “maternità”, quando lo ospiti nel più intimo di te stesso.  
(DON UMBERTO COCCONI)

 

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