Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


Con la qualità non si scherza. Parola di Enrico Maletti

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giovedì 27 dicembre 2012

“LA CONGIURA DI FEVDATÄRI” Lettura in dialetto parmigiano di Luigi Frigeri, Enrico Maletti e Peppino Spaggiari. Questa sera alle ore 21,50 su TV Parma.


Nella foto, Luigi Frigeri e Enrico Maletti durante la lettura di
 “LA CONGIURA DI FEVDATÄRI”
 
“LA CONGIURA DI FEVDATÄRI”

di Alfredo Zerbini

4 parti di 20 sonetti ognuna in dialetto parmigiano

Lettura a più voci degli attori dialettali

LUIGI FRIGERI

ENRICO MALETTI

PEPPINO SPAGGIARI

Presentazione di

 ANNA BERTA CECI

Regia di

ENRICO MALETTI


Questo capolavoro in dialetto parmigiano è stato scritto dal poeta Alfredo Zerbini nel 1947. L’argomento è la congiura del 1611-1612 ordita dai feudatari parmensi contro Ranuccio I° Farnese quarto Duca di Parma. La congiura fu capeggiata da Barbara Sanseverino Sanvitale, contessa di Sala e marchesa di Colorno, una delle più belle, colte e vivaci gentildonne del suo tempo, ispiratrice di illustri poeti, fra i quali Torquato Tasso che ne cantò il brio e l’avvenenza in diversi e appassionati sonetti. Scoperta la congiura, il Duca condannò alla pena capitale Barbara Sanseverino e tutti gli altri feudatari compromessi. La sentenza venne eseguita in piazza Grande (ora Garibali), nell’angolo detto del criminale, fra via Repubblica e via Cavour,  sabato 19 maggio 1612 alla presenza di una enorme folla di popolo. Su quell’oscuro e tragico episodio della storia di Parma Farnesiana sembra risultare non si trattasse di una vera e propria congiura. Ranuccio I° Farnese, tenace, inflessibile continuatore della tradizione politica della sua famiglia, mirante soprattutto a debellare i potenti feudatari Parmensi e ad impossessarsi  dei loro immensi beni, ingigantì ad arte la reale consistenza di quel complotto e con quella sentenza di morte riuscì a segnare il crollo della feudale casata nello stato Farnesiano. Con la Congiura di Fevdatäri, più che un’opera storica, rigorosamente documentata, Zerbini riuscì a creare un’opera d’arte e di poesia dialettale Parmigiana. Il “poemetto storico-narrativo”, è diviso in quattro parti di venti sonetti ognuna: I Fevdatäri, La Congiura, Al Procés, La Gran Giustìssia. Francesco Squarcia, scrittore, critico e letterario allora scrisse: “La prima cosa che mi ha colpito è il fatto che il poemetto non soltanto è il primo esempio del genere storico-narrativo; ma segna anche un interessante tentativo di uscire da certe tenerezze dell’idillio piccolo-borghese, che ha si, creato anche delle cose graziose nella nostra poesia dialettale, ma è ormai troppo scontato, è oltre qualcosa di più che l’impeto popolaresco che il gusto narrativo del complesso cioè un tratto che incide più a fondo e che rivela un estro sicuro, una visione e una meditazione che sono ben propri dello Zerbini”. Questa è storia di Parma in puro dialetto parmigiano. Gli interpreti della lettura sono gli attori dialettali Luigi Frigeri, Enrico Maletti, Peppino Spaggiari. I 4 sonetti  sono preceduti  dalla spiegazione in italiano di Anna Beta Ceci. La regia è di Enrico Maletti.


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