Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


Con la qualità non si scherza. Parola di Enrico Maletti

PARMAINDIALETTO Tv


Tgnèmmos vìsst
Al salùt pramzàn äd parmaindialetto.blogspot.com

“Parmaindialetto” è nato il 31 luglio del 2004. Quest’anno compie 13 anni

“Parmaindialetto” l’é nasù al 31 lùjj dal 2004. St’an’ al compìssa 13 an’

Per comunicare con "Parmaindialetto" e-mail parmaindialetto@gmail.com

L’ UNICA SEDE DI “Parmaindialetto” SI TROVA A PARMA “PÄRMA”.







sabato 12 settembre 2015

IL VANGELO DELLA DOMENICA: COMMENTO DI DON UMBERTO COCCONI

Gesù per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà». (Vangelo secondo Marco)

1.      E per noi chi è Gesù di Nazaret? Con un gruppo di giovani quest’estate sono stato in India e ci è piaciuto rilegge ciò che il Mahatma Gandhi, che Jawaharlal Nehru definì “La luce che ha brillato in India e che non è stata una luce come le altre”, ebbe a dire di Gesù: l’uomo di Nazaret è stato uno dei più grandi maestri che l’umanità abbia mai avuto, espresse, come nessun altro ha saputo fare, lo spirito e la volontà di Dio.
2.      Gandhi ricorda un verso del Gujarati, che da bambino aveva studiato e che rimaneva fisso nella sua mente: «Se qualcuno ti dà da bere dell’acqua e tu gli restituisci altrettanto, non è niente. La vera grandezza consiste nel rendere bene per male». Fu proprio la lettura del Nuovo Testamento a fargli realmente capire la giustezza ed il valore della resistenza passiva.
3.      «Vi dirò in che modo la storia di Cristo, come è narrata nel Nuovo Testamento, abbia colpito un estraneo come me. L'insegnamento del Sermone della Montagna echeggiava in me qualcosa da me appreso nell'infanzia, qualcosa che sembrava appartenere al mio essere e che mi pareva di veder attuare nella vita d'ogni giorno, attorno a me. Era l'insegnamento della non-ritorsione, o della non-resistenza al male. Di tutto quanto lessi, quello che mi colpì indelebilmente fu il fatto che Gesù fosse arrivato quasi a dettare una nuova legge, benchè, naturalmente, avesse negato che fosse questo lo scopo della sua venuta. Egli l'aveva cambiata al punto da farne una legge nuova: non “occhio per occhio, dente per dente”, ma il prepararsi a ricevere due colpi quando se ne è ricevuto uno e a fare due miglia quando ne è stato richiesto uno. Vidi che il Sermone della Montagna sintetizzava l'intero cristianesimo per chi intendesse vivere una vita cristiana. Fu quel sermone a farmi amare Gesù».
4.      Simon Pietro e i discepoli non possono accettare che il Messia tanto atteso sia rifiutato, ai loro occhi tale rifiuto è uno scandalo: non sono disposti a far propria la via della croce scelta da Gesù! Proprio per questo Pietro si mise a rimproverare il “suo maestro”: “Ma che tipo di Messia saresti se fossi rifiutato e rinnegato?”.
5.      Pietro avrebbe di certo accettato un Cristo che nella passione venisse acclamato dalle folle. Anche nel suo aspetto più tragico la passione non avrebbe potuto conservare un proprio specifico valore, un proprio onore, una propria dignità al figlio dell’uomo?
6.      Non sarebbe potuta divenire l’oggetto di tutta la compassione e l’ammirazione del mondo? Gesù sarebbe morto, ma come un grande eroe, un martire per la sua patria, per il suo popolo e in tal modo avrebbe innescato una rivolta contro l’usurpatore straniero.
7.      Pietro non può accettare la morte ingloriosa del suo Cristo, non può tollerare che Gesù sia il Cristo “riprovato nella passione, scomunicato dal suo popolo, il maledetto che pende dal legno”.
8.      «L’essere riprovato – come afferma Dietrich Bonhoeffer - toglie alla passione ogni dignità e onore», e questo i discepoli non lo capiscono o meglio non lo vogliono assolutamente. E’ fuori dalle loro logiche.  Ma che cosa vuol dire “rinnegare se stessi” se non essere pienamente se stessi?!
9.      Vivere in pienezza diventa possibile solamente quando rimaniamo in “connessione” con quell'identità profonda, il che richiede, ovviamente, che smettiamo assolutamente di identificarci con il nostro ego, ciò che Erik Fromm chiama egoità. Le parole di Gesú, dunque, potrebbero essere parafrasate in questo modo: “Chi vuole salvare il suo ego, perde la vita; ma chi si libera dall'identificazione con l'ego, vive in pienezza".
10.  Interessante a questo proposito la provocazione dello scrittore Aldous Huxley:«Se sapessi chi sono in realtà, smetterei di comportarmi come quello che credo di essere; e se smettessi di comportarmi come quello che credo di essere, saprei chi sono».
11.  Benedetto XVI afferma: «Nella croce si manifesta l’èros di Dio per noi. Eros è infatti quella forza che non permette all’amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge ad unirsi all’amato. Quale più folle èros di quello che ha portato il Figlio di Dio ad unirsi a noi fino al punto di soffrire come proprie le conseguenze dei nostri delitti?».
12.  La scienza ci dice che il carbonio può trasformarsi o nel nero carbone, pesante e rozzo, oppure, per un particolare processo di calore, in un magnifico diamante. Carbone e diamante hanno la stessa composizione chimica, cambia solo la loro relazione di particelle, la loro finalizzazione. Così noi possiamo essere un carbone scuro e cattivo, che sporca ed inquina, oppure, con il calore dell'Amore di Dio, divenire diamanti purissimi e luminosissimi.
13.  Come il carbone rinunciando a se stesso si trasforma in diamante così tu se rinneghi te  stesso ti trasfiguri.
(DON UMBERTO COCCONI)

Nessun commento: