Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


Con la qualità non si scherza. Parola di Enrico Maletti

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sabato 9 gennaio 2016

IL VANGELO DELLA DOMENICA: COMMENTO DI DON UMBERTO COCCONI.


1. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua, ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Vangelo di Luca).
2. Il racconto di Luca si apre con l'immagine di un popolo “in attesa” del Messia, di certo è stata questa la missione di Giovanni il Battista: suscitare l'attesa. Ma coloro che erano accorsi ad ascoltare la sua predicazione e a ricevere il suo battesimo di purificazione, come segno dell'inizio della conversione, si chiedevano se non fosse proprio lui il Messia. 
3. Il Battista distoglie però la folla dalla propria persona, per orientare verso il “più forte” che deve venire. Solo chi attende può giungere ad ascoltare la voce che grida nel deserto. Dio però compie le sue promesse e colma le nostre attese in modo sempre sorprendente, a volte persino sconcertante. 
4. Giovanni aveva annunziato il venire di uno “più forte di lui”, che avrebbe battezzato non semplicemente con acqua, ma in Spirito Santo e fuoco. Eppure, la prima immagine che l'evangelista ci offre di Gesù, dopo il vangelo dell'infanzia, è quella del suo immergersi nelle acque del Giordano. 
5. Il “più forte” è in mezzo al suo popolo, confuso tra i peccatori. Colui che può battezzare !in Spirito Santo e fuoco” non si sottrae al battesimo d'acqua di Giovanni. 
6. Ma è proprio mentre è in mezzo al suo popolo, disposto a scendere radicalmente nella fraternità dei peccatori, che Gesù vede il cielo aprirsi e lo Spirito scendere su di lui e udire la voce del Padre che lo conferma nella sua singolare identità: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento». 
7. Il battesimo è il momento della consacrazione di Gesù, attraverso la quale egli diviene il Cristo: «Dio unse in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò benedicendo e risanando tutti coloro che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» (Atti 10,38). 
8. Questa consacrazione si presenta come una nuova nascita, resa possibile dalla discesa dello Spirito e dalla manifestazione della paternità divina. Gesù stesso sperimenta una nuova nascita dall'alto per opera dell'acqua e dello Spirito. Se osserviamo possiamo notare che Luca pone gli eventi che preparano il battesimo di Gesù secondo la dinamica spaziale della discesa: Gesù discende dal nord della Galilea verso il sud, dove Giovanni battezza; discende nella depressione del Giordano, probabilmente il punto più basso della terra che un uomo possa raggiungere camminando sulle sue gambe e una volta giunto al Giordano discende nelle sue acque immergendosi nella compagnia dei peccatori. 
9. Ed è proprio in questo cammino di umiltà e di discesa che può vedere il cielo aprirsi e ascoltare la voce del Padre. Per ascoltare la voce di Dio occorre percorrere un cammino di discesa, nell'umiltà e nell'obbedienza. 
10. Come afferma Luciano Manicardi quando raggiungi «il punto più basso del tuo cammino esistenziale, quando sei gettato a terra o dal tuo stesso peccato, o dalla violenza che puoi subire da altri, allora incontri lì il Dio della Pasqua che ti rialza e ti dona una vita nuova». 
11. Anselm Grun evidenzia a questo riguardo: «Un tentativo di rendermi conto dell'amore di Dio è stato per me la meditazione sul battesimo di Gesù. Gesù si cala nel Giordano, nell'acqua che è carica della colpa dei molti che si sono fatti battezzare nel fiume da Giovanni. Mentre entra in acqua, il cielo si apre sopra di lui. E Dio gli dice: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”». 
12. Henri J.M. Nouwen nota che non è certamente facile ascoltare quella voce “Tu sei l’Amato” in un mondo pieno di altre voci che gridano: “Tu non sei buono, sei brutto, sei indegno, sei da disprezzare, non sei nessuno” e non puoi dimostrare il contrario. «Queste voci negative sono così forti e così insistenti che è facile credere loro. Questa è la grande trappola. È la trappola del rifiuto di noi stessi». 
13. Non dimenticarlo mai: “Tu sei l’Amato del Padre!”. Sì, è quella voce, la voce che parla dall’alto e da dentro i nostri cuori sussurra dolcemente e dichiara con forza: “Tu sei il mio l’Amato, in te mi sono compiaciuto”. 
14. E proprio perché ti senti amato sei pronto al grande combattimento: «Combattiamo contro un persecutore insidioso, un nemico che lusinga. Non ferisce la schiena con la frusta, ma carezza il ventre; non confisca i beni, dandoci così la vita, ma arricchisce, e così ci da la morte; non ci spinge verso la vera libertà imprigionandoci, ma verso la schiavitù onorandoci con il potere nel suo palazzo; non colpisce i fianchi, ma prende possesso del cuore; non taglia la testa con la spada, ma uccide l'anima con l'oro e il denaro» (Ilario di Poitiers).

(DON UMBERTO COCCONI)

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