"Al Condominni" poesia brillante in dialetto parmigiano di Bruno Pedraneschi,letta da Enrico Maletti

Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


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“Parmaindialetto” è nato il 31 luglio del 2004. Quest’anno compie 16 anni

“Parmaindialetto” l’é nasù al 31 lùjj dal 2004. St’an’ al compìssa 16 an’

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giovedì 21 giugno 2012

Presentato “Paroli d’ amor” al Parma poesia festival 2012.






(Foto di Cristina Cabassa)
(Clicca sulle foto per ingrandirle)
(Testo blu in italiano)
La Casa editrice Battei, anche quest’anno ha curato la parte dialettale del “Parma Poesia Festival 2012. Sono state presentate poesie degli autori dialettali Renzo Pezzani, Alfredo Zerbini, Luigi Vicini, Ottorino Tentolini, Ottorino Ferrari, Ugo Ugolotti, Arnaldo Barilli e Massimiliano Catellani.

Le poesie di questi autori sono pubblicate nel volume “Paroli d’amor” edito da Battei. Dopo la presentazione di Antonio Battei,  il pomeriggio è iniziato con l’intervento del critico letterario Giuseppe Marchetti, il quale ha sottolineato l’importanza  della lingua dei dialetti e della diversità che si trova nella parlata da quartiere a quartiere anche nella nostra città. Luigi Gianola Bazzini  amante del dialetto parmigiano, ha messo a confronto i testi  delle poesie di Pezzani e Vicini, che sono i migliori autori parmigiani nei testi che parlano d’amore. Le poesie sono state lette da Enrico Maletti.

Simpatico è stato l’intervento del poeta  Giuseppe Defilippis, Pugliese ma abitante a Parma da oltre trent’anni, che ha letto una poesia scritta da lui dedicata all’amore in puro dialetto Salentino.

 (Testo giallo dialetto parmigiano)
Prezentè  “Paroli d’ amor” al Parma poesia festival 2012.
La Ca’ editrice Battei, anca st’an’  l’à curè la pärta djaletäla dal “Parma Poesia Festival 2012. E’ stè prezentè il poezjj  di avtor djaletäl Renzo Pezzani, Alfredo Zerbini, Luigi Vicini, Ottorino Tentolini, Ottorino Ferrari, Ugo Ugolotti, Arnaldo Barilli e Massimiliano Catellani.

Il poezjj  äd  chi avtor chì,  j én publicädi  in-t-al lìbbor “Paroli d’amor”  édit da Battei. Dopa la prezentasjón d’ Antonio Battei,  al dopmezdì  l’é comincè con l’intarvènt dal crìttich leteräri Giuseppe Marchetti, ch’ l’à parlè äd  l’importansa  dill lénngui  di djalètt e la divarsitè ch’ a s’ càta  in-t-la  parläda da cuartér a cuartér  anca in-t-la nostra citè. Luigi Gianola Bazzini  amant  dal djalètt pramzàn, l’à mìss a confront i tést  dill poezjj  äd Pezzani e Vicini, ch’ j én  i pu bräv avtor pramzàn  in-t-i  tèst  chi pärlon d’ amor. Il  poezjj j én  städi léti da Enrico Maletti.

Simpatich è stè l’intarvént  dal poeta  Giuseppe Defilippis, Puljéz mo  abitant  a Pärma da pu ‘d  trént’ani, ch’ l’ à lét ‘na poezia scrìtta da lu, dedicäda a l’amor,  in pur djalètt Salentén.
(Tgnèmmos vìsst)
Enrico Maletti
(Nelle foto alcuni momenti della presentazione)


UNA GIORNATA IN PIAZZA GARIBALDI PER I TERREMOTATI DELL'EMILIA.


Con il Patrocinio del
Comune di Parma
COMUNICATO STAMPA

Parma, 21 giugno 2012
Raccogliendo la proposta lanciata dal giornalista Pino Agnetti sulla “Gazzetta di Parma” in un articolo intitolato “Una giornata in Piazza Garibaldi per i terremotati”, una ventina di Associazioni di Parma hanno deciso di unirsi tutte insieme per dare vita a una raccolta fondi straordinaria a favore delle popolazioni emiliane colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio scorsi. La manifestazione, che gode del Patrocinio del Comune di Parma, si svolgerà sabato 23 giugno sotto i Portici del Grano, a partire dalle ore 10. Queste le associazioni promotrici: Associazione Arma Aeronautica, Assistenza Pubblica Parma, Famija Pramzana, A.C.L.I. Parma, Associazione Nazionale Marinai d’Italia, Croce Rossa Italiana,  Lions Club Bardi Val Ceno, Ana (Associazione Nazionale Alpini) Gruppo di Parma, Associazione Culturale “Libertà Parmigiana”, Associazione Nazionale Carabinieri, Circolo Culturale “Giovannino Guareschi, Associazione Nazionale Ufficiali in Congedo (U.N.U.C.I.), Avis, Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, Circolo “Aquila Bruno Longhi”, Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche (A.N.I.O.C.), Associazione Nazionale Bersaglieri, Comunità Giapponese di Parma.


Nell’arco della giornata, i cittadini potranno quindi recarsi ai tavolini delle Associazioni per fare la loro offerta. Non mancheranno anche alcuni momenti di particolare significato simbolico e artistico. Alle 17, gli allievi giapponesi del Conservatorio di Parma (in collaborazione con il Festival della Poesia) offriranno un concerto gratuito alla città. E’ annunciata anche la presenza del Sindaco di San Felice sul Panaro (uno dei Comuni maggiormente colpiti dal sisma) Alberto Silvestri il quale giungerà appositamente a Parma per portare la propria testimonianza dalla “prima linea” del terremoto. A simboleggiare lo spirito solidale di tutti i parmigiani, sarà presente anche la maschera della città, Al Dsèvod.

L’intero ricavato della manifestazione – i cui costi organizzativi sono tutti a carico delle Associazioni promotrici - sarà destinato alla ricostruzione della sede della’Assistenza Pubblica di Mirandola andata completamente distrutta dal terremoto. Le Associazioni promotrici invitano quindi tutti i cittadini di Parma a unirsi in questo nuovo sforzo di concreta solidarietà per i fratelli terremotati dell’Emilia.

PARMA, SABATO 23 GIUGNO 2012
PORTICI DEL GRANO

Queste le associazioni promotrici


Associazione Arma Aeronautica, Assistenza Pubblica Parma, Famija Pramzana, A.C.L.I. Parma, Associazione Nazionale Marinai d’Italia, Croce Rossa Italiana, Lions Club Bardi Val Ceno, Ana (Associazione Nazionale Alpini) Gruppo di Parma, Associazione Culturale “Libertà Parmigiana”,Associazione Nazionale Carabinieri, Circolo Culturale “Giovannino Guareschi, Associazione Nazionale Ufficiali in Congedo (U.N.U.C.I.), Avis, Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, Circolo “Aquila Bruno Longhi”, Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche (A.N.I.O.C.), Associazione Nazionale Bersaglieri, Comunità Giapponese di Parma.

(Tgnèmmos vìsst)
Enrico Maletti


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"PAROLI D'AMOR" Presentazione di poeti dialettali oggi alle 17,30 al Parco Ducale Palazzetto Eucherio Sanvitale.






L'appuntamento con la poesia dialettale di oggi pomeriggio 21 giugno ore 17,30 al Parco Ducale Palazzetto Eucherio Sanvitale. A cura della Casa Editrice Battei.

Intervengono: ANTONIO BATTEI, LUIGI GIANOLA BAZZINI, GIUSEPPE MARCHETTI. Letture di  ENRICO MALETTI. Saranno presentati i poeti parmigiani:  Luigi Vicini, Renzo Pezzani, Alfredo Zerbini. Massimiliano Catellani, Ottorino Ferrari, Ottorino Tentolini, Ugo Ugolotti, Arnaldo Barilli,






martedì 19 giugno 2012

I BURATTINI DEI FERRARI NELLA TENDOPOLI DI MIRANDOLA.


Sabato 23 al campo friuli 2, che si trova nella frazione Quarantoli, zona campo sportivo a Mirandola, spettacolo della compagnia "I BURATTINI DEI FERRARI" di Parma, che offriranno due ore di svago ai bambini terremotati della zona.




lunedì 18 giugno 2012

sabato 16 giugno 2012

Il Vangelo della domenica. Commento di Don Umberto Cocconi.




Pubblicato da Don Umberto Cocconi il giorno sabato 16 giugno 2012 alle ore 19,34

Dal vangelo secondo Marco: Gesù diceva alla folla: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? … Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura» Diceva: «È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Di fronte ai “piccoli” eventi naturali, insignificanti all’apparenza, Gesù sa meravigliarsi, come il primo uomo nel giardino di Eden. Il fatto che da un piccolo seme, un minuscolo granellino di senapa, possa nascere e crescere una pianta tanto grande da ospitare tra i rami gli uccelli del cielo mantiene ai suoi occhi tutto il suo carico di mistero. Di più, ci invita a sorprenderci con lui del fatto che ogni piccolo seme cresca in modo così prodigioso, come per virtù propria, spontaneamente, senza che l’uomo che l’ha seminato faccia alcunché. Il seme, all’apparenza così piccolo e debole, possiede una forza vitale straordinaria, che nulla può fermare. Gesù è capace di leggere negli eventi meravigliosi della natura qualcosa della bellezza e della forza del Regno di Dio. Gesù introduce il tema del Regno di Dio, che è il centro della sua predicazione, con una domanda al suo interlocutore (a ciascuno di noi, quindi), quasi a dirgli: come te lo immagini il regno di Dio? Fai tu una similitudine, un paragone, racconta tu stesso una parabola!

Meglio per noi, tuttavia, che sia poi lui a prendere l’iniziativa, perché noi facilmente ci perderemmo in concetti astratti, arditi sistemi teologici, disquisizioni metafisiche; lui invece ci sorprende perché ci parla del Regno di Dio attraverso le cose  più banali e povere di questo mondo. Immagina come saranno rimasti spiazzati gli uditori, specialmente i coltissimi scribi, quando hanno sentito Gesù paragonare il regno di Dio a realtà tratte dalla quotidianità – la natura, il mondo del lavoro, la vita in casa! “Il Regno di Dio è come un piccolo seme, il più piccolo di tutti”... Sconcertante per noi, che certo pensiamo al Regno di Dio come alla cosa più grande che si possa immaginare, che contiene tutto, ogni realtà presente e futura... Sorprendente, Gesù di Nazaret: sa farti sognare perché ti coglie di sorpresa, ti incanta e ti scuote, ti affascina.  Perché Gesù parla in parabole? Perché mai, per esprimere il Totalmente Altro, usa immagini assolutamente familiari e quotidiane?

Attraverso questo “espediente”, caro al mondo biblico e alla cultura ebraica in generale, Gesù cerca davvero il dialogo con l’uomo, con la dimensione che gli è più prossima: non si limita a ripetergli l’appello alla fede, ma propone alla sua intelligenza qualcosa di apparentemente semplice, elementare, su cui esercitare l’attenzione, qualcosa che può aiutarlo, orientarlo “dall’interno”. In questo modo, Gesù non rinunzia alla povertà e alla debolezza dell’Evangelo, non cede alla tentazione del discorso condotto col rigore persuasivo dell’umana sapienza o con la suggestione del linguaggio retorico. «Le parabole dovrebbero essere considerate la “frontiera” dell’Evangelo, il luogo in cui l’evangelo senza nulla perdere della sua trascendenza entra veramente in dialogo con gli uomini» (Comunità di Bose). << Inizio

Può sembrare strano, infatti, ma per annunciare autenticamente il Vangelo è necessario in qualche misura velarlo. E’ questo il vero carattere del racconto o della similitudine parabolica, che non sfocia mai, di regola, in una spiegazione piana ed esplicita, magari introdotta dalla formula: «Questo racconto ci insegna che...». La parabola di Gesù mantiene tutta la sua carica di enigmaticità, lascia all’ascoltatore il compito di comprenderla, lo interpella e lo costringe a interrogarsi, lo coinvolge in prima persona e lo impegna alla ricerca del senso. L’esortazione che spesso risuona, a mo’ di conclusione, è infatti: «Chi ha orecchie per intendere, intenda», cioè «chi è in grado di capire, cerchi di capire». «Le parabole sorgono dal cuore di Cristo, dalla sua passione per Dio e dal suo amore per l’uomo, dal bisogno impellente di svelare adeguatamente il volto del Padre, il segreto della sua opera di salvezza, la potenza del suo Regno e le conseguenze per la vita degli uomini» (Carlo Maria Martini).

Da un lato, esse parlano di Dio, della sua opera, delle conseguenze per la vita degli uomini, della risposta che Dio si attende; dall’altro, esse conservano un tratto spontaneo, non artificiale, nascono dalla vita stessa. E così il Regno progredisce di cuore in cuore, sdegnando gli effetti speciali: ha la forza inarrestabile della vita, chiede fiducia e ascolto, paziente fermezza, sensibilità da affinare nel tempo.
 “Hai sbagliato il cammino se disprezzi le cose piccole.”( J. M. Escrivà). L' uomo di Dio sa che Dio solo basta e perciò non calcola quanto ha in cassa, non tiene conto del budget: inizia l'opera quando dispone anche solo di un piccolo seme, che però può dare grandi frutti perché reca in sé tutta la potenza di Dio. E' un po' quello che accade a Bastiannel romanzo “La storia infinita”, quando del regno di Fantasia non resta che un granellino di sabbia: finché resta quel granellino, finché restano i suoi sogni e l'amicizia della principessa, il nulla non prevarrà su quel regno.

 Non so se il protagonista del film di Muccino “ La ricerca della felicità” abbia pensato a tutte queste cose quando, proprio mentre tutto sembrava perduto, ha saputo aggrapparsi a cose “piccole”, traboccanti però di tutta l'onnipotenza della sua ostinata ricerca della felicità e del suo legame col figlio. Probabilmente, quell'uomo non ha dimestichezza col Vangelo: eppure, dal suo granellino di senape vediamo crescere, inarrestabile, la grandezza di un regno di speranza, di fiducia e di amore. Quanto sarebbe umanamente facile fermare, paralizzare un povero diavolo che è stato lasciato dalla moglie, che ha perso l'ultimo scanner che poteva vendere, che ha perso la casa da cui è stato sfrattato... E invece no, niente e nessuno riesce a fermarlo. Sembra che un misterioso motore interiore lo renda capace di spostare le montagne. Non disprezza le piccole cose, è fedele e felice nel poco, il nostro eroe. Da “poco e niente” possono nascere le cose grandi, e questo è vero nel bene come nel male. Sta a noi decidere di non far crescere le cose cattive e di alimentare invece le buone. Qual è la cosa più cattiva?

E’ il seme del nulla che ci abita, ospite inquietante che impedisce al buon granellino di senapa di crescere e di diventare un grande arbusto: la malinconia, come dicevano gli antichi, o il nichilismo, come diciamo noi moderni. Una specie di “spirito cattivo”, di “umore nero”, una bile avvelenata che ci fa vedere solo quello che ci manca per realizzarci e ci fa trovare l'ennesimo pretesto per non metterci all'opera. Una delle battute più esemplificative del film è quella che il padre, Chris Gardner (Will Smith), pronuncia rivolgendosi al figlioletto: «Non permettere mai a nessuno di dirti che quello che desideri è irraggiungibile... Se hai un sogno, devi difenderlo... Se vuoi qualcosa, vai e prenditela. Punto. Se credi veramente in te stesso puoi agire e modificare il tuo destino». Certo, non sempre volere è potere, e neppure è giusto che sia così. Ma se il sogno è bello, se il desiderio è degno, possiamo credere che il Dio della vita libererà la forza nascosta nel piccolo seme, lo aiuterà a crescere contro le tempeste e le aridità, ne farà il grande albero che merita di diventare.
(DON UMBERTO COCCONI)

E’ morto a Diso, (Lecce) il regista parmigiano Giuseppe Bertolucci. Viveva in Puglia da alcuni anni



(Testo blu in italiano)
E’  morto dopo una lunga malattia il regista parmigiano Giuseppe Bertolucci. Era nato a Parma il 27 febbraio 1947. Aveva mosso i primi passi come regista nel 1970 facendo da aiuto al fratello Bernardo nel film  “La strategia del ragno”.  Regista e sceneggiatore e per molti anni direttore della Cineteca di Bologna, era stato autore di vari film tra i quali “Berlinguer ti voglio bene” con Roberto Benigni, aveva collaborato con il fratello Bernardo alla sceneggiatura del film “Novecento”, era figlio del poeta Attilio Bertolucci. La morte di Giuseppe Bertolucci è stata annunciata dalla moglie Lucilla Albano e dal fratello Bernardo.

(Testo giallo dialetto parmigiano)
E’ mort a Diso, (Lecce) al regìssta pramzàn Giuseppe Bertolucci. Al stäva in Pulja da socuànt ani.
E’  mort dòpa ‘na lónga malatia al regìssta pramzàn Giuseppe Bertolucci. L’éra nasù a  Pärma al 27 farvär da 1947. L’äva  mòss i prìmm  pass cme regìssta in-t-al 1970 a fär d’ aiut al fradél Barnärd in-t-la film  “La strategia del ragno”.  Regìssta e senegjator  e par parècc’ ani diretor  ädla Cineteca äd Bològgna, l’ éra stè avtor  äd socuànt  film fra i cuäij  “Berlinguer ti voglio bene” con Roberto Benigni,  l’äva  colaborè con al fradél  Barnärd  ala senegiatura dal film “Novecento”, l’éra  fjol  dal poeta Attilio Bertolucci. La notista ädla morta äd Giuseppe Bertolucci l’é städa  däda  dala mojéra Lucilla Albano e dal fradél  Barnärd.
(Tgnèmmos vìsst)
Enrico Maletti