"Al Condominni" poesia brillante in dialetto parmigiano di Bruno Pedraneschi,letta da Enrico Maletti

Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


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Tgnèmmos vìsst
Al salùt pramzàn äd parmaindialetto.blogspot.com

“Parmaindialetto” è nato il 31 luglio del 2004. Quest’anno compie 16 anni

“Parmaindialetto” l’é nasù al 31 lùjj dal 2004. St’an’ al compìssa 16 an’

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L’ UNICA SEDE DI “Parmaindialetto” SI TROVA A PARMA ED E' STATO IDEATO DALLA FAMIGLIA MALETTI DI “PÄRMA”.







martedì 10 luglio 2012

Dalla Compagnia "I Burattini dei Ferrari" riceviamo e pubblichiamo.




 
(FOTO DI ENRICO MALETTI)

La Compagnia I Burattini deiFerrari è lieta di invitarVi 
al Teatro estivo giardino segreto San Paolo
In caso di maltempo lo spettacolo si terrà all’interno del museo
Museo Giordano Ferrari - il castello dei burattini
via Melloni, 3 - Parmawww.castellodeiburattini.it 

Domenica 15 luglio 2012 ore 17.00


" LA FAVOLA DELLE TESTE DI LEGNO”Storia dell'animazione dalle origini ad oggi in forma teatrale
durata 50 minuti

Vi attendiamo
Daniela & Giordano Ferrari



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lunedì 9 luglio 2012

ULTIMI TERREMOTI IN ITALIA DI LUNEDI 09/07/2012 MINIMO MAGNITUDO 2,0 DELLA SCALA RICHTER






Magnitudo 2,3 Pianura Padana, Bondeno (FE) Lunedi  09/07 2012 ore 19,27

Magnitudo 3,5 Monte Compatri Roma Lunedi 09/07/2012 ore 17,13

Magnitudo 2,8 Pianura Padana Emiliana, Sant’Agostino Lunedi (FE) 09/07/2012 ore 16,57

Magnitudo 2,2 Pianura di Catania, Misterbianco (CT) Lunedi 09/07/2012 ore 16,03

Magnitudo 2,4 Monti Sicani Corleone (PA) Lunedi 09/07/2012 ore 15,22

Magnitudo 2,6 Costa Calabra occidentale Lunedi 09/07/2012 ore 13,43

Magnitudo 2,3 Sicilia Centrale Mineo (CT) Lunedi 09/07/2012 ore 18,39

Magnitudo 2,2 Madonie Caltavuturo (PA) Lunedi 09/07)2012 ore 11,20

Bargnòcla al crida la morta d’ Ernest Borgnine.



(Testo blu in italiano)
Ernest Borgnine, è scomparso a Los Angeles a l’età di 95 anni. Attore statunitense di origini italiane, da padre piemontese e madre Emiliana di Carpi in provincia di Modena. Borgnine (Borgnino in italiano), è stato il narratore del film-documentario sulla vita della famiglia Ferrari dal titolo “The puppeteers”. Nel 2007 era venuto a Parma  per la presentazione del film. Era molto legato a Daniela e Giordano Ferrari e al simpatico burattino “Bargnòcla”, inventato dal capo-stipite della famiglia Ferrari Giordano senjor.

 (Testo giallo dialetto parmigiano)
Bargnòcla al crida la morta  d’ Ernest Borgnine
Ernest Borgnine, l’é mort a Los Angeles a 95 an’. Atór  american  d’ orìggin italjan, da pädor piemontéz e mädra Emiljàna  äd Cärp in provincia äd Modna. Borgnine (Borgnino in italjan),l’é stè al narator dal film-documentäri su la vìtta ädla famìja Feräri dal tìttol “The puppeteers”. In-t-al 2007 l’éra gnù a Pärma  par la prezentasjón dal film. L’éra  lighè bombén  a Daniela e Giordano Feräri e al simpatich buratén “Bargnòcla”, inventè  dal capo-stìppit  ädla famìja Feräri Giordano senjor.
(Tgnèmmos vìsst)
Enrico Maletti

domenica 8 luglio 2012

Il Vangelo della domenica. Commento di don Umberto Cocconi





Pubblicato da Don Umberto Cocconi il giorno domenica 8 luglio  2012 alle ore 7,00

 
Dal Vangelo secondo Marco: Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Perché siamo così abituati a dare un’“etichetta” alle persone? Affibbiamo loro un titolo, le marchiamo, le congeliamo dentro un’identità prestabilita. Sembra che il nostro sport preferito sia quello di “impallinare” lil nostro prossimo! Appena uno o una acquista qualche notorietà, esce per così dire dal coro, dalla nostra cerchia, eccoci subito pronti a snocciolare in pubblico tutta la sua vita privata per “ridimensionarlo”, per renderlo agli occhi di tutti un pover’uomo, una povera donna. Nemmeno Gesù è sfuggito a questo processo di “mortificazione sociale”. Aveva vissuto a Nazaret per trent’anni: dunque, si doveva sapere tutto di lui, era inaccettabile che fosse diventato “qualcuno”. Nascono tanti interrogativi: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data?». Che studi ha fatto, che scuole ha frequentato? E poi – sottolineatura fondamentale – conosciamo tutto della sua famiglia. Non è «il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». A volte, pensiamo di sapere tutto di una persona che abbiamo avuto sotto i nostri occhi per anni, e invece siamo rimasti in superficie, non siamo stati capaci di entrare minimamente nel suo mistero. Abbiamo fatto solo gossip, semplici chiacchiere da bar su di lei. Invece di cogliere la sua unicità, abbiamo incasellato il suo vissuto nei nostri schemi mentali. Qual è il risultato (terribile, talvolta)? Alla fine, “tu diventi quello che io credo tu sia!”.

E’ un’operazione comoda, in fin dei conti, che ci fa risparmiare energie; l’attenzione e l’esercizio della sensibilità, la pazienza e la cautela nel giudizio sono ben più dispendiose. Si interrogano, gli abitanti di Nazaret,  persino sulle mani di Gesù: come possono le mani di un semplice falegname fare i prodigi che hanno fatto? Quasi che quei prodigi dovessero necessariamente trasfigurare il Nazareno, nel senso di fargli perdere la sua umanità. E’ proprio l’uomo Gesù, invece, che compie le opere di Dio. Proprio perché le sue mani si sono sporcate, contaminate, perché hanno toccato la materia (in greco si usa la stessa parola per indicare materia e legno: yle), esse sono capaci di dare la vita, la vita vera. Non “mani pulite”, ma mani callose, mani che conoscono la fatica del vivere, mani di cui ti puoi fidare. Le mani che fanno prodigi, le mani la cui gestualità accompagnava parole che nessun uomo può pronunciare, le mani che hanno spezzato il pane, sono le stesse che hanno compiuto (con fatica, anche, e con amore) i gesti più ordinari.      

Gesù è troppo ordinario per gli abitanti di Nazaret. Umano, troppo umano, tanto da apparire tale e quale uno noi: un Gesù inaccettabile. Ma è tanto diverso per noi, oggi? Anche per noi è incomprensibile che Dio si sia “fatto carne”, che abbia voluto assumere la nostra debolezza, contingenza, precarietà, vulnerabilità. La nostra normalità.  Non vogliamo accettare un Gesù – lasciatemelo dire – senza aureola! Eppure, proprio in questo ebreo marginale si manifesta la gloria di Dio, in lui abita corporalmente la pienezza della divinità. Gesù si è spogliato della sua divinità per assumere la condizione di servo, ed è questa la nuova immagine di Dio che egli ci vuole rivelare, con la sua vita. Ma noi vogliamo un Dio degli eserciti, un Dio in trono, un Dio impassibile, un Dio perfetto, un Dio “super-uomo”.

Siamo noi, con le nostre chiusure mentali di uomini devoti e religiosi, che blocchiamo l’agire di Dio. Anche oggi Gesù si meraviglierebbe della nostra  incredulità! Neppure quella, tuttavia, lo ferma e lo spaventa. Anche se non gli permettiamo di compiere prodigi, non per questo lui si tira indietro. Continuerà ad offrirci ogni giorno l’opportunità di uscire dalla nostra “prigione” interiore, di aprire uno spiraglio di disponibilità alla conversione del nostro sguardo che crede di sapere, di aver già capito tutto di noi, degli altri, della vita, di Dio stesso. Il film di questa settimana, “L’amore dura tre anni”,  narra la vicenda di Marc Marronier, critico letterario di giorno e cronista mondano di sera, che un matrimonio andato male ha portato a una visione cinica dell’amore. Anche l’amore coniugale ha una data di scadenza: non più di tre anni dopo il “sì” scambiato sull’altare! Marc ne è talmente convinto da scrivere un libro intitolato appunto “L’amore dura tre anni”. 

Ha ragione Charles Bukowski, dunque, a paragonare l’amore a una nebbia inconsistente che si dirada ai primi raggi del mattino? Anche sui nostri amori è scritto “best before…”, “da consumarsi preferibilmente entro...”, come un genere alimentare? Viviamo un tempo in cui tutto è, o appare, precario: sembriamo non cercare nulla più che la “morosa” o il “moroso” interinale... Deluso e amareggiato, Marc decide di passare il resto dei suoi giorni in solitudine, ma ecco l’imprevisto: l’incontro con Alice. Marc si innamora, ancora una volta, e il rapporto con Alice lo costringe a ricredersi: le sue convinzioni iniziano pian piano a vacillare, e dovrà rimettere in discussione i suoi principi, le sue certezze sull’amore e sui legami affettivi. Con il passare del tempo, si ritroverà a vivere una sorta di conversione. Pensava e credeva che l’amore durasse tre anni e non di più – un anno di passione, un anno di tenerezza e infine un anno di noia – e scoprirà invece che nonostante i corrosivi dell’amore  (gli egoismi individuali, la noia, la routine, la gelosia e le bugie)  è ancora possibile costruire nella vita di coppia un amore non effimero, che sveli la sua “vocazione” profonda a durare per sempre.
DON UMBERTO COCCONI


venerdì 6 luglio 2012

Musica al Castello di Noceto.



(Foto di Cristina Cabassa)
(Testo blu in italiano)
Si è svolto nella Rocca dei  Sanvitale a Noceto, un concerto con musiche Medievali e Popolari con la partecipazione del Coro Polifonico “Cantori del Mattino” di Noceto diretto dal Maestro Roberto Marchesi , e il Coro “La Baita” di Scandiano diretto dal Maestro Fedele Fantuzzi.
I due cori fondati nel 1967, hanno festeggiato con questa serata i 45 anni di attività. Erano presenti il Sindaco di Noceto Giuseppe Pellegrini, il Presidente della Pro Loco Sergio Torri, mentre  per i “Cantori del Mattino” il Presidente Ninetto Campanini,  e per il coro “La Baita” il Presidente Ingegner Vittorio Ravazzini.
La serata si è svolta nell’ambito dei festeggiamenti  della “Fiera di Luglio” a Noceto che con parecchi spettacoli e intrattenimenti  durerà dal 5 al 27 luglio. L’organizzazione è stata dell' Amministraziones  Comunale e della Pro Loco di Noceto. Ha presentato la serata Enrico Maletti.

(Testo giallo dialetto parmigiano)
Muzica al Castél äd Nozèjj.
S’è zvòlt in-t-lla Roca di  Sanvidäl a Nozèjj, un concèrt con muzichi  Medieväli e Popoläri con la partecipasjón dal Coro Polifonich “Cantori del Mattino”  äd Nozèjj  dirét dal Méstor Roberto Marchesi , e al Coro “La Baita” äd Scandjàn dirét dal Méstor  Fedele Fantuzzi.

I du coro  fondè  in-t-al  1967, j àn festegè con cla  seräda  chì i 45 ani d’ ativitè. Gh’ éra prezént  al Sìnndich  äd Nozèjj Giuseppe Pellegrini, al Presidént  ädla Pro Loco Sergio Torri, invéci   p’r i “Cantori del Mattino” al Presidént  Ninetto Campanini,  e p’r al coro “La Baita” al Presidént  Inzgnér  Vittorio Ravazzini.


La seräda  l’à s’ é zvòlta in-t-l’àmbit  di festegiamént  ädla “Féra  äd  Lujj” a Nozèjj  che con parècc’ spetacol  e intratenimént  l’à  durarà dal 5 al 27 lujj. L’organizasjón l’é  städa äd  l’Aministrasjón  Comunäla  e  la Pro Loco äd Nozéjj. Ha prezentè la seräda Enrico Maletti.
Tgnèmmos vìsst

E. M.
(Nelle foto, alcuni momenti della serata "MUSICA AL CASTELLO")

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giovedì 5 luglio 2012

Invito - sabato 07 luglio 2012 ore 17.00 - Omaggio a Giordano Ferrari "pittore" ( 1905-1987) - Theatro del Vicolo - Vicolo Asdente di fronte alla Corale Verdi








Giordano Ferrari “pittore” 
Stiamo organizzando un asta dei suoi quadri, che dovrebbero a nostro parere, essere appesi nelle case di tutte le persone che lo hanno incontrato e conosciuto a qualsiasi livello, sarebbe un peccato lasciate tanti ricordi impacchettati in un baule.
Giordano è stato un grande burattinaio, scenografo, coreografo e buon ultimo anche pittore, amava dipingere per diletto e amore verso i colori, che si trasformano in immagini attraverso il pennello.

Io e Giordano jr. siamo onorati di poter omaggiare nostro nonno, non solo portando avanti la sua più grande passione e tradizione di famiglia, ma rendendolo immortale anche attraverso i suoi dipinti.

Pensiamo che il miglior modo di ricordarlo come pittore, sia lasciare ad ognuno di voi, la possibilità di “giocarsi” all’asta l’acquisto di un suo quadro.

Vi aspettiamo sabato 07 luglio 2012 ore 17.00
Al Theatro del Vicolo in Vicolo Asdente (di fronte alla Corale Verdi).

Certi di vedervi arrivare, vi ringraziamo fin da ora per la vostra partecipazione.

È gradita conferma di partecipazione
Daniela & Giordano Ferrari
347/9634585 – 346/4146817





lunedì 2 luglio 2012

LA PREGHIERA DEL CANE.




NELLA FOTO, BRICIOLA DI PARMAINDIALETTO

(Testo blu in italiano)

La mia vita dura 10-15 anni

Se mi odi mi fai soffrire. Pensaci bene prima di prendermi con te.
Cerca di volermi bene cosi come sono perché non sono stato io a scegliermi.
Io non ho la possibilità di scegliere amici o padroni.
Lasciami il tempo di capire quello che desideri da me.
Prima di sgridarmi, per educarmi, domandati se forse non sei tu che sbagli.
Oppure, sono io che non capisco cosa desideri da me.
Amami perché io vivo per questo.
Non arrabbiarti con me e non castigarmi.
Tu hai il lavoro, i tuoi amici, i tuoi divertimenti; io ho solo te.
Parlami ogni tanto!
Se ti sembra che non capisco, sappi che io so quello che pensi e che senti.
Ricordati che non dimentico mai come ti comporti con me.
Prima di picchiarmi, pensaci bene, potrei morderti, ma non lo farò mai.
Quando sono piccolo non considerarmi un giocattolo che butti se non ti serve più, perché il mio amore per te dura per sempre.
Prenditi cura di me quando invecchierò, rimarrò senza denti, diventerò sordo e non potrò più camminare.
Qualcuno si prenderà cura anche di te perché la vecchiaia è uguale per tutti.
Accompagnami nel mio ultimo viaggio.
Non dire mai “Non posso guardare”, oppure “fate che succeda in mia assenza”.
Con te tutto è più facile.
Questo deve essere il tuo preciso impegno in cambio della fedeltà e della dedizione che ti ho sempre mostrato.
Quando non ci sarò più, non essere triste, piuttosto cerca di fare felice qualche altro cane e amalo come hai amato me.


(Testo giallo dialetto parmigiano)
 LA PREGHJÉRA DAL CAN.
La mè vìtta la dura 10-15 ani
S’ a t’ mé vól mìga bén a t’ mé  fè sofrir. Pénsogh  bén prìmma äd tórom con ti.
Sérca  äd vrérom  bén acsi cme són parché a ‘n són mìga stè mi a sarnìrom.
Mi a ‘n gh’ò mìga la posibilitè äd sarnìr  amigh o padron.
Läs’m al témp  äd capir còll  ch’ at vól da mi.
Prìmma äd bravärom, p’r educärom, dmandot se fòrsi a ‘n t’si mìga ti a zbaljär.
Senò, a son mi  ch’ a ‘n capiss mìga còll ch’ at vól da mi.
Sérca äd vrérom bén parché mi a  viv par còsste.
Stà mìga  rabirot con mi e mìga castigärom.
Ti a t’ gh’è al lavor, i to amigh, i to divartimént; mi a gh’ò sol ti.
Pärlom d’ogni tant!
S’ at crèd che mi a ‘n capìssa mìga, mi so còll ch’ at pénsi e ch’at sént.
Arcordot che mi a ‘n m  scòrd mäj còll ch’ at fè con mi.
Prìmma  äd picèrom, pénsogh bén, a ‘t podrìss bocär, mo n ‘al  farò mäj.
Cuand  son picén mìga considerärom un bilén ch’ at  butt via s’ a ‘n t’al  vól pu, parché al mè amor par ti al dura par sémpor.
Sérca äd curärom cuand a dventrò véc’, restrò sénsa dént, dventrò sord e a ‘n  podrò pu caminär.
Cualcdón  a s’ torrà cura anca äd ti parché la vciära  l’é compagna par tutt.
Compàgnom in-t-al mè ultim vjaz.
Stà mìga dir  “A ‘n pòs mìga guardär”, opur  “ a ‘n vój  mìga ésor prezént”.
Con ti tutt l’é pu facil.
Còsst al gh’à da ésor al to preciz impìggn in cambi ädla fedeltè e dal  bén ch’ a t’ ò sémpor volsù.
Cuand a ‘n è gh’ srò pu,  stà mìga ésor trìsst, putost sérca äd fär  contént cuälch  ätor can e sérca äd vrérogh bén cme tè fat con mi.